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Domenica 26-8-2018 Mad. di Czestochowa GALATINATU.IT Galatinatu@libero.it

SETTIMANALE DI IDEE E MEMORIE

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Galatina, 9 agosto 2018

 

PORTI CHIUSI E CAPORALATI

AMNESTY CI INTERROGA

E NOI RISPONDIAMO

 

 

Amnesty International presenta il documento: «Tra il diavolo e il mare blu profondo. L’Europa fallisce su rifugiati e migranti nel Mediterraneo centrale». Sotto accusa Malta e l’Italia.

La morte in mare di migranti sui gommoni purtroppo continua, e Amnesty accusa la politica europea di aver fallito, quindi scarica la responsabilità in specie sull’Italia per la chiusura dei porti.

A mio giudizio, chiudere o non chiudere i porti non è il problema se non di riflesso, e deviando da quello vero, ossia dalla interpretazione del termine “diavolo”. Chi sarebbe il diavolo tentatore? Un’idea imposta di regolamentazione del flusso migratorio? Non è legittima, ed è invece una insinuazione diabolica?

O il “diavolo” sarebbero i mercanti di vite umane che hanno piede anche in Italia oltre che in Africa? Se fosse così, l’accusa all’Italia - meglio all’Europa - dovrebbe essere di non fare abbastanza per fermare questa sciagura dello scafismo e le fughe dai paesi africani di tanti giovani neri che dovrebbero essere la speranza di quelle nazioni. Essi vengono reclutati in patria, lì bisogna vigilare e istruire.

L’auto-depauperamento di forza lavoro delle terre africane è la vera tentazione diabolica; hanno lavorato, hanno guadagnato le migliaia di euro che, anziché utilizzarle per iniziative autoctone, le imbucano nelle tasche degli sfruttatori di vite umane quasi tutte fresche e giovani, che ci ritroviamo a migliaia nelle spire di altri probabili sfruttatori qui da noi nelle forme varie di caporalato inestirpabile come la gramigna.

Amnesty fa bene a denunciare l’Europa e l’Italia, che prima di chiudere i porti, devono provvedere a inviare truppe di esperti e mezzi per redistribuire nelle regioni africane di provenienza gli esuli in sosta sul limitare libico, preservando il denaro che hanno in serbo e dando loro nel paese nativo il rifugio di una casa, se l’avessero persa o venduta.

La morte violenta nel mare blu profondo di tante giovani vite allettate dalla pubblicità televisiva e da una politica cieca e bieca, disposte a sfidare il mare infido per un posto tra la merda al sole cocente di Puglia, ha per “diavolo” un pessimo “samaritano”, se dopo aver versato olio e aceto sulle ferite del malcapitato non gli avesse dato un alloggio e le cure opportunr, lo avesse lasciato lì a morire di stenti, dove? Nei campi di pomodori e peperoni, sulle strade stipati in pulmini o in piedi, nelle periferie e nei rifugi maleodoranti, nei centri di raccolta affollati e disumani, davanti ai mercati, sulle spiagge con carichi esorbitanti. Una visione indegna, e lo sarà anche per Amnesty, se non imbocca la strada più facile al netto di scafisti e gommoni a quantità, ossia le Ong (la lingua batte dove il dente duole), porti aperti e deposito di mercanzia umana, e fate poi quel che volete, andate dove volete,arranciatevi come potete, vendetevi per due euro ad ora. Non è così? Ritiro le parole, mi faccio socio, se già non lo sono. Ma un conforto ce l'ho, un Occhio alto che vede lontano e mi fa incontrare questi due giovani neri davanti alla chiesa di S. Rocco a Galatina.

red.

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