memorie quater

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Galatina, 1 Marzo 2018

DON FEDELE LAZARI e l'insegnamento nella scuola Media Pascoli

 

a c. di Don Salvatore Bello

 

Un’impronta indelebile – per usare un attributo in sé eufemistico ma esaustivo e ben centrato per il collega insegnante di religione Don Fedele Lazari (eravamo insieme alla Media G. Pascoli di via Toma a Galatina) – ha lasciato nell’animo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

delle centinaia di alunni galatinesi che ora, divenuti adulti e alcuni persino nonni, lo ricordano con immensa gratitudine al punto che nessuno di essi che lo incontrasse gli negava il saluto maaltresì gli s'avvicinava per ricordargli che è stato suo professore di religione: dir questo alla presenza di amici suoi e di altri costituiva un titolo di merito in ambito sociale.

Don Fedele si schermiva o ci scherzava su, ogni volta che gli si manifestavano, da parte di uomini e anche di donne avute come alunne, sentimenti di affetto espressi quasi sempre, come si dice, con abbracci e baci; in realtà la cosa gli faceva grande piacere, e questo gli si leggeva sul volto il cui sorriso si illuminava al pari del cuore che gli si scaldava; insomma non disdegnava le effusioni sempre sincere e calorose; quante volte ho assistito, senza alcuna invidia da parte mia, a scene di sentita affettuosità che poi si stemperava in una più o meno breve conversazione utile a rammentare e a ricostruire liete vicende ed episodi simpatici: ed in questo era maestro.

Alla Media G. Pascoli Don Fedele ha insegnato religione dal 1970 al 1990? continuativamente e con un numero pieno di ore; non c’era una discriminazione tra lui e me riguardo al tipo di classi assegnateci, ma a lui più anziano spettava direi se non di diritto, per opportunità che gli si attribuisse assieme ad altri corsi il corso A, diciamo allora un po' elitario per la provenienza delle alunne in particolare da famiglie di ceto medio-alto; ma lui non faceva mai pesare la cosa, e voleva bene a tutti e sapeva dare a ciascuno e a ciascuna la parte di attenzione di cui aveva bisogno. La preside Giuseppina Vantaggiato Sabato istituzionalmente e costituzionalmente donna autorevole e di polso, aveva ivi le figlie come alunne, e Daniela, per esempio, la iscrisse al corso non al corso A ma al corso B.

Il clima, lo sappiamo bene, lo creano gli insegnanti, e non tanto il corpo docente in toto, quanto le attitudini particolari di ognuno, che aveva modo di esprimere la propria personalità e di prendere anche iniziative pedagogiche ancora non sperimentate, ad esempio l’uso delle apparecchiature di proiezione di film e diapositive e di audioascolto e audioregistrazione. Cosa che io feci e che Don Fedele apprezzò e volle che anche le sue alunne ed alunni usufruissero di questi sussidi, e univa le sue classi alle mie per un filmato, una pellicola di immagini, una visita ad un’industria, ad un monumento, al centro storico della città.

Ma quello in cui Don Fedele spiccava era il richiamare l’attenzione su un tema religioso partendo da un episodio faceto, persino da una barzelletta, e appena l’atmosfera era pronta, ecco il succo di una verità, un racconto evangelico, agiografico, una lettura che allora si chiamava “edificante”: dalle vite dei Santi o dai miracoli della Madonna di Lourdes, o dalla testimonianza di un missionario. Mentre – ed è la cosa che più gli stava a cuore – ad ogni lezione risvegliava l’impegno ad un aiuto concreto per le Missioni, con i piccoli risparmi che per questa finalità alunni ed alunne erano invitati a mettere da parte.

Non sappiamo se oggi, con le trasformazioni giuridico-organizzative che hanno interessato tutte le scuole, quell’ampia esperienza educativa di allora potrebbe trovar posto, se cioè quel Don Fedele avrebbe modo di poter esprimere tutta la sua verve e di poter interpretare i rapporti tra dpocenti con un animo così aperto come il suo senza incorrere in qualche incidente caratteriale nei confronti altrui; insomma nessuna invidia o ostilità, ma solo stima reciproca e collaborazione piena.

Ma questa è solo una proiezione all’indietro non verificabile. Teniamoci la memoria deliziosa del nostro Don Fedele, e attingiamo con fiducia alla sorgente della sua roccia di fede e d’amore.

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SCUOLA MEDIA G. PASCOLI

MOREN SEM