civica

Cattedrale di Otranto, 6 febbraio 2019, ore 15.00

IL RITO FUNEBRE 

L'addio a 

MONS. QUINTINO GIANFREDA

 

Vicario Generale Emerito 

 

 

Mons. Quintino Gianfreda si è spento nella notte del 5 febbraio 2019. Era nato a Collepasso il 24 ottobre 1934, ed era stato ordinato sacerdote il 5 luglio 1959. Dal 15 giugno  2018 rivestiva la carica di Vicario Generale Emerito presso la Curia Arcivescovile di Otranto, essendo stato sino a tale data Vicario Generale effettivo per circa trent’anni. Rivestiva le cariche di canonico del Capitolo Cattedrale, Rettore del Santuario di S. Maria dei Martiri, Direttore Editoriale della rivista diocesana L’Eco Idruntina, Direttore del Museo Diocesano, membro del Collegio dei Consultori, del Consiglio Presbiterale Diocesano, del Consiglio Pastorale Diocesano e della Commissione per l’Arte Sacra. Ha legato il suo nome alla pubblicazione di alcuni testi di storia ed arte della Basilica Cattedrale. Figura di sacerdote esemplare e votato al servizio della Diocesi, tanto che ha preferito trasferire ad Otranto il suo domicilio per essere sempre a disposizione come esigevano i ruoli pastorali che svolgeva con la massima cura, discrezione e competenza. Il suo carattere mite, buono e aperto, gli suscitava intorno e presso l’intera arcidiocesi la simpatia umana, la stima e l’affetto. Con lui la Diocesi ha usufruito di una sicura estimazione relativamente ai compiti che Don Quintino vi ha esercitato. 

Il rito funebre viene celebrato oggi 6 febbraio alle ore 15 in cattedrale.

La salma resta esposta presso la chiesa santuario di S. Maria dei Martiri; al termine della  celebrazione officiata dall’Arcivescovo Mons. Donato Negro, sarà tumulata nella cappella di famiglia del cimitero di Collepasso.

S.B.

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Galatina, 10 marzo 2019

CARLO SONZINI sacerdote educatore

A proposito di una Via Sonzini

tra Via F. Turati e Via A. Vallone 




A partire dall’anno scolastico 1901-1902 don Carlo Sonzini fu assegnato al Collegio arcivescovile di Arona come insegnante di religione e secondo vice-rettore, e fra il 1909 e il 1913 fu  insegnante di religione e vice-rettore al seminario ginnasiale di Seveso. Nell’insegnamento si ispirava apertamente al metodo educativo preventivo di Giovanni Bosco, del quale era in corso in quegli anni la causa di beatificazione.

Giornalista

Nell’ottobre 1913 il cardinal Ferrari lo nominò canonico teologo coadiutore a S. Vittore in Varese e nel gennaio 1914 lo invitò a partecipare alle riunioni cittadine per la fondazione di un periodico cattolico. All’inizio del 1914 don Sonzini fu così cofondatore e redattore del settimanale Luce! e nel 1915 ne divenne direttore. Nel 1918, per stampare il giornale,  fondò la Tipografia dell’Addolorata. Sarebbe stato alla guida del settimanale per 37 anni, dando ad esso un’impostazione moderna e aperta, illuminata dalla sua alta concezione dei doveri del giornalismo cattolico. La voce coraggiosa del Luce!  ha accompagnato infatti le grandi trasformazioni del Novecento (l’ingresso dei cattolici in politica, il passaggio dalla società agricola a quella industriale, il fascismo, la guerra, la resistenza, la ricostruzione) sempre mantenendo un chiaro stile informativo e formativo, coraggioso e rispettoso, ma allo stesso tempo forte e chiaro, in difesa dei principi evangelici, della Chiesa e dei poveri.

Pastore e sindacalista

Oltre all’attività giornalistica, don Sonzini svolse negli stessi anni, con risultati altrettanto eccellenti, anche attività pastorale, occupandosi della formazione del laicato cattolico, e in particolare di quello femminile. Promosse inoltre l’organizzazione sindacale dei lavoratori della terra, creando l’Ufficio del lavoro, e seguì la Lega Femminile del Lavoro per l’assistenza e la difesa delle operaie. Nel 1923 fondò il Comitato Varesino per il Trasporto Ammalati a Lourdes.

redazione

Galatina, 1 marzo 2019

RAGAZZE GALATINESI IN AERONAUTICA

E NELLA  MARINA


Emanuela (al centro della foto) appare giustamente emozionata ed orgogliosa di trovarsi, per sua scelta e merito, arruolata come volontaria nell'Arma dell'Aeronautica durante una delle normali esercitazioni alle quali partecipa con lo stesso entusiasmo e carattere che, a ricordarla nella sua adolescenza, ragazza mite e affabile, non avresti detto ne fosse capace. In realtà lei ha deciso spontaneamente di intraprendere questa carriera, ma avrebbe potuto scegliere altri ambiti di attività con lo stesso esito positivo. Nessun segno di imbarazzo o di timore nel trovarsi accanto a ragazzi aitanti sebbene abbia modo di intrattenersi con altre coetanee del corpo aeronautico.

Emanuela ha altre due sorelle di età di poco inferiore e dei genitori che hanno incoraggiato la sua opzione professionale, e sono sicuri che la figlia darà loro molte soddisfazioni. Galatina ha altre giovani che hanno scelto la vita militare, ricordiamo anche una bravissima Paoletta - usiamo il diminutivo - che ha preferito addirittura l'arma della Marina, come dire sulle navi militari. Ma ne parleremo anche di lei che ogni volta che è a Galatina, viene a trovarci e a ricordare gli anni d'infanzia nella parrocchia di san Biagio. Ciao, Emanuela, ciao Paoletta, complimenti! Vi dedico la poesia a lato.                                                                                                                                                                                                                                                         ds