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Galatina, 3 marzo 2019

UN VALORE COPERTO DI POLVERE: LA QUARESIMA


La Quaresima un valore coperto di polvere, da molti inafferrabile, incomprensibile, trascurabile come si fa con la polvere che quotidianamente s’accumula dovunque, di più sulla strada e sulle pareti delle case, finché la pioggia non lava e dilava. La polvere, ecco il valore aggiunto, sostitutivo, essenziale ad essere ricordato, o no?

“Uomo, ricorda che sei polvere e in polvere tornerai”, è questo il messaggio che si sussurra dall’altare alle orecchie di ogni fedele mentre con la mano destra si posa un po’ di cenere sulla sua testa. Ricorda.

L’uomo è ammonito a ricordare, ossia a non dimenticare la sua origine, “dalla polvere sei stato tratto”, “dalla terra”, da qualcosa che per sé si calpesta, la terra, si dice la Madre Terra, dimora di tutti i viventi che con un fiat divino sono stati creati secondo la loro specie.

Ma a ricordar questo è fatto appello solo all’essere razionale, alla creatura umana dotata di intelligenza, di volontà, di memoria, di sentimento.

Nell’uomo infatti rivive l’immagine di Dio stesso, che è purissimo Spirito, ed anche l’uomo ha in sé il soffio divino dell’immortalità, la sua anima è ricca di doni divini, di facoltà ineguagliabili rispetto a quelle di altri esseri viventi, di grazie ineffabili, soprattutto di quella potenza che tutto sorpassa, la potenza dell’Amore: egli ama tutto ciò che vede della natura, e ne gode, e sente e prova un fascino che gli fa esclamare: ma io, quando Dio creava queste meraviglie, dov’ero? Son venuto al mondo, prima non c’ero, ci sono e ci sarò per sempre nel mistero della “vita del mondo che verrà”, come preghiamo nel Credo.

Ricorda tutto questo. Mercoledì delle Ceneri l’umanità credente si raccoglie in preghiera in tutti i luoghi sacri della terra, e si umilia davanti a Dio e si impegna a ricordare da dove viene e dove va, il mistero pregnante della sua esistenza e della sua vita, il dono della vita e della sua immortalità. E sale l’umile adorazione del Creatore che ci ha donato persino il suo Figlio per amore.

Don Salvatore

Cattedrale di Otranto, 6 febbraio 2019, ore 15.00

IL RITO FUNEBRE 

L'addio a 

MONS. QUINTINO GIANFREDA

 

Vicario Generale Emerito 

 

 

Mons. Quintino Gianfreda si è spento nella notte del 5 febbraio 2019. Era nato a Collepasso il 24 ottobre 1934, ed era stato ordinato sacerdote il 5 luglio 1959. Dal 15 giugno  2018 rivestiva la carica di Vicario Generale Emerito presso la Curia Arcivescovile di Otranto, essendo stato sino a tale data Vicario Generale effettivo per circa trent’anni. Rivestiva le cariche di canonico del Capitolo Cattedrale, Rettore del Santuario di S. Maria dei Martiri, Direttore Editoriale della rivista diocesana L’Eco Idruntina, Direttore del Museo Diocesano, membro del Collegio dei Consultori, del Consiglio Presbiterale Diocesano, del Consiglio Pastorale Diocesano e della Commissione per l’Arte Sacra. Ha legato il suo nome alla pubblicazione di alcuni testi di storia ed arte della Basilica Cattedrale. Figura di sacerdote esemplare e votato al servizio della Diocesi, tanto che ha preferito trasferire ad Otranto il suo domicilio per essere sempre a disposizione come esigevano i ruoli pastorali che svolgeva con la massima cura, discrezione e competenza. Il suo carattere mite, buono e aperto, gli suscitava intorno e presso l’intera arcidiocesi la simpatia umana, la stima e l’affetto. Con lui la Diocesi ha usufruito di una sicura estimazione relativamente ai compiti che Don Quintino vi ha esercitato. 

Il rito funebre viene celebrato oggi 6 febbraio alle ore 15 in cattedrale.

La salma resta esposta presso la chiesa santuario di S. Maria dei Martiri; al termine della  celebrazione officiata dall’Arcivescovo Mons. Donato Negro, sarà tumulata nella cappella di famiglia del cimitero di Collepasso.

S.B.